Ansia Vs Felicità

Quando l’ansia ti prende credi di non avere una via d’uscita.

Sembra una lotta infinita tra te e lei con un solo vincitore.

La prima volta che l’ansia mi ha colpita è stato terribile. Pensavo di impazzire o di morire.

Non riuscivo più a vedere ciò che di bello possedevo. Vedevo solo LEI.

Sentivo che quel disturbo, conseguente al Disturbo Post Traumatico da stress, mi stava uccidendo lentamente.

Ero diventata un fantasma, la mia mente non aveva più la forza di reagire.

Non ero più io a reagire, ma lei.

Mi lasciai travolgere in questo tunnel oscuro e infinito. Mi risucchiò come un’onda violentemente decide il destino degli ossi di seppia.

Io non ero più io.

Tutto attorno a me non era più valido. Tutto attorno a me non poteva capirmi. Nessuno poteva salvarmi.

Un giorno decisi di reagire, non potevo più farmi affogare, avevo bisogno di “aria” .

Tutti hanno diritto di “respirare” giusto? Perché io no?

Perché quel dolore passato mi aveva provocato queste conseguenze? Per quale maledetto motivo dopo essere sopravvissuta dovevo soffrire ancora?

Andai dalla psichiatra.

Ricordo ancora quel giorno ero convinta mi rinchiudesse, ero sicura di star impazzendo. Quando la vidi, continuavo a ripetere nella mia mente “tu non sei pazza, tu non sei pazza o forse sì. Sono pazza”.

Ero così spaventata, mi sedetti e la guardai dritto negli occhi senza dire una parola. Ad un certo punto iniziai a piangere come una bambina, raramente piangevo.

“La prego, mi dica che non sono pazza dottoressa! Non riesco a fermare tutti questi pensieri, non riesco ad avere il controllo della mia mente. La prego, mi aiuti!”

Iniziai a piangere a dirotto, non riuscivo a smettere o a controllare le mie lacrime. Sentivo che avevano bisogno inconsolabilmente di uscire davanti a qualcuno che potesse davvero aiutarmi. Ero disperatamente disperata.

Ricordo ancora il suo sguardo di comprensione e di dolcezza, il suo viso segnato dalle rughe mostrava tanta professionalità e tanta esperienza, ne aveva viste tante di persone nella sua carriera, ma lei aveva percepito dalla mia disperazione quanto fossi spaventata al solo pensiero di poter essere impazzita.

La dottoressa con semplicità mi guardò e mi chiese di dirle tutto ciò che mi passava per la testa. Qualsiasi cosa; olio, matita, pasta, asciugamano, foto, penna, pensieri, dolori.

Per la prima volta riuscì a sentirmi capita nel mio disordine mentale.

Dopo qualche minuto le dissi tutto ad un fiato la mia storia senza mai fermarmi.

Le raccontai tutto quello che avevo passato nella mia giovane vita.

La psichiatra mi spiegò che quando un bambino subisce per anni traumi violenti li assimila senza preconcetti, la sua mente si abitua ad “inghiottire” qualsiasi evento e i ricordi traumatici e dolorosi non vengono elaborati correttamente, tutto questo porta ad avere conseguenze nella mente una volta adulto.

Iniziai una terapia per la Sindrome Post Traumatico da Stress. Chiamata EMDR che mi salvò letteralmente la vita.

Questa terapia permette attraverso i movimenti oculari di elaborare ogni singolo trauma.

Durò più di un anno ma già dopo qualche mese ritornai a vivere.

Finalmente avevo ripreso a pensare senza interruzioni, senza intrusione e sorridevo.

Purtroppo venne interrotta dopo dodici mesi per “questioni burocratiche” e dopo 2 anni il disturbo si ripresentò sulla porta della mia mente, sull’uscio dei miei sogni e sullo zerbino della mia speranza.

“Sono tornata, non sei guarita completamente sai? Hai lasciato questo e questo. Non te lo ricordi?”

Come se tutto ciò che era all’interno della mia memoria, facesse parte di una lista della spesa; stavolta il vortice era differente, era forte e doloroso ma l’intensità era diversa.

Pensate a qualcosa che non vi piace, qualsiasi cosa.

Quella seconda volta era sempre lei, ma con consapevolezza perché sapevo benissimo ciò che stava bussando alla mia porta.

Conoscevo esattamente cosa volesse, ma ignoravo la sua permanenza nella mia vita. Persino la modalità era differente, mentre prima era scatenato da attacchi di panico ogni venti minuti seguito da flashback e pensieri intrusivi.

Stavolta era più subdolo.

Ansia, disagio, sensazione di blocco ed evitavo tutto ciò che potesse riportarmi ad un ricordo spiacevole e senso di colpa.

Provavo un senso di colpa esagerato per tutto ciò che avevo sbagliato nella mia vita e per ciò che gli altri avevano arrecato a me. E’ ridicolo ma provavo tutto questo.

Perché?

Come vi ho detto prima, quando siamo piccoli qualsiasi evento traumatico viene “ingoiato” dalla mente.

Tutto ciò che siamo oggi è dovuto soprattutto a ciò che ci è successo nell’infanzia.

Quando la nostra mente capisce di non essere più in pericolo, e sente di essere al sicuro, tendenzialmente si prenderanno tutte le conseguenze del passato.

Non sempre, ma spesso. Ma per chi è come me, sappiate che non siete deboli o fragili, ma siete dei sopravvissuti che hanno bisogno di qualcuno che vi aiuti ad elaborare tutto il caos che avete dentro. Per questo dovete aggrapparvi con tutte le forze a voi stessi.

Voi dovete imparare a vivere e non più a sopravvivere. Dovete credere con tutte le forze di poter essere felici!

Perché voglio vivere la mia vita come tutte le persone normali. Voglio vivere il mio presente e cambiare il mio futuro, nonostante il passato orribile.

So che fa così paura da farti venire voglia di arrenderti, so che ti sembra di camminare perennemente su un filo in costante equilibrio sapendo che prima o poi ti spingerà giù, ma tu puoi cambiare le cose.

TU PUOI CAMBIARE IL TUO DESTINO, TI PREGO NON ARRENDERTI. LOTTA!

Io ce l’ho fatta, non siete soli. Pensavo che non sarei mai riuscita a guarire e invece sono qui che vi sto scrivendo per dimostrarvi che per quanto ORA sia terribile, non sarà sempre così.

Non dovete lottare senza chiedere aiuto.

Sto scrivendo tutto questo per farvi capire che io vi capisco.

Questa è la mia missione di vita. Voglio potervi aiutare e voglio portare la mia esperienza come prova che possiamo farcela a superare anche le cose più terribili.


Noi possiamo essere straordinari, felici e realizzare i nostri sogni, nonostante tutto.

La scrittura è tutto ciò a cui mi sto aggrappando, nella speranza di lasciare qualcosa, e per farvi entrare nel mio mondo. Perché questo dolore forse mi ha portato a fare qualcosa di utile alla società e per farvi capire che dovete trovare la forza di chiedere aiuto perché se combatterete davvero un giorno tutto questo finirà, dovete solo aggrapparvi a voi stessi.

C’E’ SPERANZA DOVETE SOLO LOTTARE E CREDERCI.

Sono la prova vivente che si può uscire.

Phoebe Hopekings

Combattere o arrendersi? Questo è il dilemma.

Sono una semplice ragazza che è riuscita a guarire dalla Bulimia, dal Disturbo Post Traumatico da Stress associato ad ansia.

Ho deciso di creare questo blog per far capire a chi soffre di disturbi psicologici che è importante chiedere aiuto e parlarne.

Purtroppo si considera “malata” una persona solo quando ha una ferita evidente, mentre sono le stesse ferite nascoste, scoperte troppo tardi, che fanno una grande quantità di morti.

A livello mondiale il suicidio è la terza causa di morte tra gli adolescenti e gli adulti compresi tra i 15 e i 40 anni. Nei giovani è la seconda causa di decesso.

Non soffermatevi sulla sofferenza. Le cose accadono purtroppo, e non possiamo evitare quelle più terribili, perché è la vita, ma c’è una cosa che possiamo cambiare ed è il nostro modo di affrontare ciò che ci capita. Questo vi deve dare la forza di trasformare ciò che avete vissuto in qualcosa di più potente della resa, poiché la vostra resilienza può diventare ciò che può salvare il mondo.

Qualsiasi dono voi abbiate, potrebbe essere un grande aiuto per chi sta combattendo i propri demoni. Tutti combattiamo e continueremo a combattere le nostre battaglie, ma dobbiamo essere fieri delle nostre ferite, perché il peso di un’anima ferita, come una rondine con un’ala spezzata che riesce a guarire e a superare tutto, non è paragonabile a niente.


Riparate quella maledetta ala e non azzardatevi ad arrendervi.
Perché il mondo ha bisogno di voi.

So cosa significa portare un fardello fin da piccola e non avere i mezzi per potersene liberare.

Per questo motivo sono qui, perché voglio condividere con voi tutti i miei pensieri, il mio passato e la mia lotta per superare tutto questo, per potervi dire che anche se ora vi sembrerà impossibile, un giorno starete bene e sarete felici.

Ricordate sempre:

Non c’è dato modo conoscere il senso della nostra vita ma possiamo dare noi un senso alla nostra esistenza.