Io non sono pazza.

Questa frase mi ha accompagnata per così tanto tempo.

Mi vergognavo, avevo paura di esserlo diventata davvero.

Pensieri intrusivi, ansia, tristezza, dolore, vuoto, rabbia e senso di colpa.

Provavo così tanto dolore e nella mia testa c’era solo il Caos.

Poi, c’è stata la mia salvezza.

Ho deciso di lottare, ho deciso di andare da una psichiatra che mi aiutasse a gestire tutti quei pensieri.

Pensieri orribili che non mi appartenevano si erano insediati nella mia testa in modo subdolo e crudele.

Avevo solo 21 anni e desideravo ancora morire per mettere fine a tutto quello strazio.

La terapia mi ha salvato la vita.

Ho rimesso in ordine tutti i pezzi rotti di me stessa.

Conoscete l’arte del kintsugi?

Kin ( oro ) e tsugi ( riunire ) significa letteralmente, “riparare con l’oro”.

Questa tecnica evidenzia le fratture, ma al contempo, le impreziosisce aggiungendo valore a ciò che si ripara.

Insegna ad accogliere il danno, le offese e le fratture e di non vergognarsi delle ferite che ognuno di noi può portare dentro di sé.

La filosofia che è alla base del kintsugi, sottolinea che la vita non è composta solo di perfezione, ma anche di rottura e come tale, va accolta.

La sofferenza è parte della vita, se impariamo a sentirla e a riconoscerla, ci insegna, che siamo vivi; se poi accolta ci cambia, ci rende a volte più forti, a volte più saggi.

Sono Phoebe Hopekings (è il nome della protagonista del libro che sto scrivendo, ispirata alla mia storia).

Ho desiderato la morte dalla scuola elementare.

Ho tentato il suicidio 3 volte.

Non sono stata amata da chi doveva.

E nonostante questo, amo la vita e voglio aiutare chi soffre a dare una seconda possibilità a sé stesso perché per quanto la vita sia caotica è meravigliosa e vale la pena viverla.

Chiedete aiuto se ciò che vi è successo è troppo da gestire soli.

NON SIETE SOLI.

Sopravvivenza

Una delle tante cose certe della vita è che il dolore ha sempre delle conseguenze.

Possiamo essere forti dopo un evento traumatico ma mai privo di sofferenza. Perché ciò che ci segna diventa cicatrice, ciò che ci ferisce fa di noi ciò che siamo.

A volte proviamo invidia per chi non ha trovato un percorso in salita, mentre noi con il “cuore in mano” non riusciamo mai a vedere una discesa o una semplice scorciatoia.

Ma vi dirò una cosa, la verità è che ognuno di noi affronta la sua battaglia, anche chi riteniamo fortunato perché tutti, anche chi ha vissuto in discesa, avrà i suoi demoni da combattere.

Le persone che hanno sofferto e nonostante tutto, continuano ad essere buone, gentili e piene d’amore, hanno una bellezza che va oltre a qualsiasi cosa. 

Sapete di cosa si tratta? 

Profondità d’animo, bellezza interiore e forza inesauribile.

Italo Svevo in una delle sue opere più celebri: “La coscienza di Zeno”, ci fa riflettere sul protagonista, in quanto “inetto”, egli si sentiva sbagliato.
Zeno andò in terapia dal dottor S. e riuscì a capire solo dopo diverse vicissitudini che non era lui sbagliato, ma la società in cui viveva.
Il malato in realtà riusciva a conoscersi più a fondo rispetto ad un uomo “normale”. 

“La salute non analizza sé stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualcosa di noi stessi.” 

Sono consapevole che molti di noi, avranno mille conseguenze dolorose dopo uno o più eventi traumatici.
Dalle dipendenze alla depressione, dall’ansia agli attacchi di panico, da disturbi psicologici più lievi a quelli più gravi.
Lo so, perché la lista di come il cervello reagisce al dolore è infinita, ma la bellezza vera sta nel fatto che noi siamo dei sopravvissuti e come tali, possiamo vivere pienamente la vita perché sappiamo quanto sia dura soffrire e sentirsi soli.                          

Siamo guerrieri che infinite volte hanno sentito la terra crollare sotto i piedi ma nonostante tutto siamo sopravvissuti ed è questo ciò che conta, non ciò che hanno o vivono gli altri.
Quel dolore possiamo trasformarlo in una forza interiore pazzesca, possiamo aiutare il mondo perché il potere del bene è il più forte in assoluto.

Qualsiasi cosa sia successa nella tua vita che ti porta a non voler dare una seconda possibilità a questo mondo, tu pensa di dover dare una possibilità a te stesso.

Qualsiasi sia il dolore, con il tempo si affievolirà, ma devi accettarlo.

La nostra ora probabilmente è già scritta, quindi non fare gesti folli, non arrenderti!

Dai tu un senso alla tua vita.

So quanto il dolore possa farti decidere di smettere di lottare e di mollare tutto, ma non devi darla vinta al male, ognuno di noi ha un talento. Trovalo e tira fuori tutta la grinta che hai dentro.

Ricordati, TU sei una sopravvissuta. 

Phoebe Hopekings