Cara Bulimia,

sei stata mia amica per 5 anni della mia vita, pensavo davvero mi volessi bene.

Il vuoto dentro di me mi divorava ogni maledetto giorno, spesso mi chiedevo se fossi degna di vivere o semplicemente se esistesse qualcuno che mi volesse davvero bene.

Mi sentivo sola.

Ho sempre avuto fin da piccola la sensazione che il mio cuore fosse stato sostituito da una mela, una di quelle rosse fiammanti, morbide e succose che morso dopo morso continui a gustartela fino al punto di arrivare al torsolo, dopodiché la getti semplicemente nella spazzatura perché ormai non ti serve più a nulla.

Volevo amore, affetto e coccole.

In più, non mi sentivo nemmeno bella.

Come potevo sentirmi carina se tutto quello che avevo dentro era solo vuoto e caos?

Poi sei arrivata tu… era una sera delle tante davanti alla televisione, ero sola e spenta.

Ricordo che mangiai un panino quella sera, ma ad un certo punto sentì il BISOGNO di mettere altro nello stomaco.

Aprì il frigo, presi ogni cosa; affettati, formaggi, dolci, salse, qualsiasi cosa e iniziai a mangiare senza sosta.

COME MI SENTIVO BENE.

ERO PIENA…

Poi… il senso di colpa.

Provai schifo verso di me e corsi in bagno a vomitare tutto… mi sentivo così forte.

Potevo mangiare tutto ciò che volevo e vomitarlo a mio piacere…

ERI LA MIA MIGLIORE AMICA, AVEVO SOLO 16 ANNI E NESSUNO SE NE ACCORSE.

Persi 24 kg, ogni giorno diventavo sempre più spenta. Sapevo che non mi volevi davvero bene ma non avevo coraggio di lasciarti andare. Eri l’unica amica che avevo…

Avevo paura che se ti avessi lasciato andare, sarei rimasta di nuovo da sola.

POI… arrivò un nuovo amico.

Lui si chiamava Disturbo Post Traumatico da Stress, di lui vi racconterò più avanti.

Decisi di lottare, chiesi aiuto ragazzi.

Avevo 21 anni quando chiesi davvero aiuto.

Lei è stata mia amica per 5 anni… e solo in terapia capì che lei non era affatto benevola, non mi voleva bene ma voleva risucchiarmi in un vortice terribile.

Tutte queste conseguenze derivano sempre da qualcosa di più profondo, quindi LOTTATE VI PREGO.

Ora ho 27 anni e sono una Donna felice, realizzata e amo la vita.

POTETE USCIRE DA QUALSIASI VORTICE MA LOTTATE E NON ARRENDETEVI, CHIEDETE AIUTO AD UN TERAPEUTA.

SCRIVETEMI SE VOLETE QUALCUNO DI ESTERNO CHE VI POSSA ASCOLTARE.

Voglio essere la persona che desideravo ci fosse nei momenti più bui della mia vita. Solo voi potete salvare voi stessi.

DATEVI LA POSSIBILITÀ DI ESSERE FELICE.

Phoebe Hopekings

Sopravvivenza

Una delle tante cose certe della vita è che il dolore ha sempre delle conseguenze.

Possiamo essere forti dopo un evento traumatico ma mai privo di sofferenza. Perché ciò che ci segna diventa cicatrice, ciò che ci ferisce fa di noi ciò che siamo.

A volte proviamo invidia per chi non ha trovato un percorso in salita, mentre noi con il “cuore in mano” non riusciamo mai a vedere una discesa o una semplice scorciatoia.

Ma vi dirò una cosa, la verità è che ognuno di noi affronta la sua battaglia, anche chi riteniamo fortunato perché tutti, anche chi ha vissuto in discesa, avrà i suoi demoni da combattere.

Le persone che hanno sofferto e nonostante tutto, continuano ad essere buone, gentili e piene d’amore, hanno una bellezza che va oltre a qualsiasi cosa. 

Sapete di cosa si tratta? 

Profondità d’animo, bellezza interiore e forza inesauribile.

Italo Svevo in una delle sue opere più celebri: “La coscienza di Zeno”, ci fa riflettere sul protagonista, in quanto “inetto”, egli si sentiva sbagliato.
Zeno andò in terapia dal dottor S. e riuscì a capire solo dopo diverse vicissitudini che non era lui sbagliato, ma la società in cui viveva.
Il malato in realtà riusciva a conoscersi più a fondo rispetto ad un uomo “normale”. 

“La salute non analizza sé stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualcosa di noi stessi.” 

Sono consapevole che molti di noi, avranno mille conseguenze dolorose dopo uno o più eventi traumatici.
Dalle dipendenze alla depressione, dall’ansia agli attacchi di panico, da disturbi psicologici più lievi a quelli più gravi.
Lo so, perché la lista di come il cervello reagisce al dolore è infinita, ma la bellezza vera sta nel fatto che noi siamo dei sopravvissuti e come tali, possiamo vivere pienamente la vita perché sappiamo quanto sia dura soffrire e sentirsi soli.                          

Siamo guerrieri che infinite volte hanno sentito la terra crollare sotto i piedi ma nonostante tutto siamo sopravvissuti ed è questo ciò che conta, non ciò che hanno o vivono gli altri.
Quel dolore possiamo trasformarlo in una forza interiore pazzesca, possiamo aiutare il mondo perché il potere del bene è il più forte in assoluto.

Qualsiasi cosa sia successa nella tua vita che ti porta a non voler dare una seconda possibilità a questo mondo, tu pensa di dover dare una possibilità a te stesso.

Qualsiasi sia il dolore, con il tempo si affievolirà, ma devi accettarlo.

La nostra ora probabilmente è già scritta, quindi non fare gesti folli, non arrenderti!

Dai tu un senso alla tua vita.

So quanto il dolore possa farti decidere di smettere di lottare e di mollare tutto, ma non devi darla vinta al male, ognuno di noi ha un talento. Trovalo e tira fuori tutta la grinta che hai dentro.

Ricordati, TU sei una sopravvissuta. 

Phoebe Hopekings

Combattere o arrendersi? Questo è il dilemma.

Sono una semplice ragazza che è riuscita a guarire dalla Bulimia, dal Disturbo Post Traumatico da Stress associato ad ansia.

Ho deciso di creare questo blog per far capire a chi soffre di disturbi psicologici che è importante chiedere aiuto e parlarne.

Purtroppo si considera “malata” una persona solo quando ha una ferita evidente, mentre sono le stesse ferite nascoste, scoperte troppo tardi, che fanno una grande quantità di morti.

A livello mondiale il suicidio è la terza causa di morte tra gli adolescenti e gli adulti compresi tra i 15 e i 40 anni. Nei giovani è la seconda causa di decesso.

Non soffermatevi sulla sofferenza. Le cose accadono purtroppo, e non possiamo evitare quelle più terribili, perché è la vita, ma c’è una cosa che possiamo cambiare ed è il nostro modo di affrontare ciò che ci capita. Questo vi deve dare la forza di trasformare ciò che avete vissuto in qualcosa di più potente della resa, poiché la vostra resilienza può diventare ciò che può salvare il mondo.

Qualsiasi dono voi abbiate, potrebbe essere un grande aiuto per chi sta combattendo i propri demoni. Tutti combattiamo e continueremo a combattere le nostre battaglie, ma dobbiamo essere fieri delle nostre ferite, perché il peso di un’anima ferita, come una rondine con un’ala spezzata che riesce a guarire e a superare tutto, non è paragonabile a niente.


Riparate quella maledetta ala e non azzardatevi ad arrendervi.
Perché il mondo ha bisogno di voi.

So cosa significa portare un fardello fin da piccola e non avere i mezzi per potersene liberare.

Per questo motivo sono qui, perché voglio condividere con voi tutti i miei pensieri, il mio passato e la mia lotta per superare tutto questo, per potervi dire che anche se ora vi sembrerà impossibile, un giorno starete bene e sarete felici.

Ricordate sempre:

Non c’è dato modo conoscere il senso della nostra vita ma possiamo dare noi un senso alla nostra esistenza.