La salvezza è dentro di te

Sapete, quando l’ansia mi prendeva cercavo subito qualcosa su internet che potesse calmarmi.

Come se digitare i miei sintomi su un motore di ricerca, potesse in qualche modo alleviare il dolore.

Purtroppo, la realtà è ben lontana dal sollievo, perché ciò che si trova è solo il motivo per cui tu sei là a cercarlo.

Il risultato è un auto-diagnosi online in cui si è convinti di essere affetti da DOC, DPTS, Ansia, Depressione o semplice pazzia.

Io ero così, quando un disagio mi prendeva ero convinta che un “amico tecnologico” che mi ascoltasse senza giudicarmi potesse davvero aiutarmi, MA NON È COSI’.

Da ragazza ventenne che ha sofferto di Ansia associato al Disturbo Post Traumatico da Stress posso dirvi che non sempre cercare su internet aiuta, anzi, a volte scatta un meccanismo di “auto analisi” senza via d’uscita, in cui si perde solo la voglia di cercare chi davvero può aiutarci.

Ho lottato per più di 4 anni contro tutto questo.

Ne ho visti tanti di psicologi e non sempre ci si trova bene con il primo.

Ma credetemi che non appena lo avrete trovato sarà tutto diverso.

Ormai, facevo fatica ad elaborare da sola anche le cose più semplici.


La mia mente “ingoiava” qualsiasi momento negativo o positivo senza mai analizzarlo.

Mi sentivo forte e indistruttibile mentre in realtà stavo inconsapevolmente dando da mangiare alla mia ansia e ai miei futuri disturbi psicologici, che mi hanno presa con tutte le forze fino a quasi affogarmi. Fortunatamente, ho avuto la forza di reagire e di chiedere aiuto e oggi sono qui.

Sono una ragazza sognatrice, amo la vita, sono ambiziosa, sono generosa, simpatica, testarda e ho mille progetti.

Cazzo, amo la vita!
Perché ho imparato a cambiare il mio modo di reagire a ciò che mi accade. Ho perdonato me stessa e soprattutto mi voglio bene e mi rispetto.

Questo blog, è stato pensato come l’aiuto che avrei voluto ci fosse nei miei momenti più bui e terribili, avrei voluto leggere qualcuno che fosse riuscito a superare tutto, per darmi speranza nei momenti peggiori, volevo qualcuno che mi ispirasse coraggio quando davvero credevo che morire fosse la mia unica soluzione di pace.

In cui non vi invito a fare “auto training” e ad ascoltarvi canzoni rilassanti (anche se può aiutare momentaneamente), ma di farvi seguire da un terapeuta, chiedere aiuto a qualcuno senza vergognarvi… anche ad un amico, ad un famigliare o qualcuno di cui vi fidate.

Chiedete aiuto.

Io ho lottato con tutte le mie forze, forze che nemmeno credevo di avere, per uscire da quel maledetto vortice che pareva infinito ma a gran voce voglio urlarvi che possiamo farcela perché ad oggi sono uscita da quel tunnel infinito.

Il mondo è già così tanto crudele per essere egoisti, menefreghisti e avidi.

Tirate fuori il vostro talento che sia scrivere, dipingere, cantare, ballare, fotografare e buttatelo fuori per far emergere la parte positiva di voi.

Purtroppo si considera una persona “malata” solo quando ha una ferita evidente mentre fanno la stessa quantità di morti quelle ferite nascoste che si sono scoperte troppo tardi.

Io sono solo una ragazza ventenne che ha sofferto di DPTS, pensieri Intrusivi, ansia, bulimia e sofferenza infantile.

Non è colpa mia ma lo accetto.  

E ciò che voglio urlare con questo blog è : chiedete aiuto se quello che state passando è troppo difficile da gestire da soli.

Ci sono centri anche con prezzi ragionevoli oppure l’ASL che in alcuni casi può farlo gratuitamente.

Non siete soli. 

Siamo sopravvissuti di una guerra senza segni visibili ed evidenti ma con ferite che raramente rimarginano da sole o comunque in cui è molto doloroso e pericoloso guarire senza le giuste cure.  

I miglioramenti sono incredibili.

Sono una ragazza che fin da bambina non è stata amata, sono stata umiliata e maltrattata. Ho tentato il suicidio 3 volte. In una di queste aveva solo 8 anni.

Ora riesco ad amare la vita.

Pensavo fosse impossibile eppure sono qui che vi sto scrivendo, perché mi hanno dato dell’inutile per tutta la vita e ho deciso di dare tutto il mio utile per viaggiare assieme a me per amare la vita e amare noi stessi.  

AVANTI

ANCORA

ASSIEME.

Phoebe Hopekings.

Sopravvivenza

Una delle tante cose certe della vita è che il dolore ha sempre delle conseguenze.

Possiamo essere forti dopo un evento traumatico ma mai privo di sofferenza. Perché ciò che ci segna diventa cicatrice, ciò che ci ferisce fa di noi ciò che siamo.

A volte proviamo invidia per chi non ha trovato un percorso in salita, mentre noi con il “cuore in mano” non riusciamo mai a vedere una discesa o una semplice scorciatoia.

Ma vi dirò una cosa, la verità è che ognuno di noi affronta la sua battaglia, anche chi riteniamo fortunato perché tutti, anche chi ha vissuto in discesa, avrà i suoi demoni da combattere.

Le persone che hanno sofferto e nonostante tutto, continuano ad essere buone, gentili e piene d’amore, hanno una bellezza che va oltre a qualsiasi cosa. 

Sapete di cosa si tratta? 

Profondità d’animo, bellezza interiore e forza inesauribile.

Italo Svevo in una delle sue opere più celebri: “La coscienza di Zeno”, ci fa riflettere sul protagonista, in quanto “inetto”, egli si sentiva sbagliato.
Zeno andò in terapia dal dottor S. e riuscì a capire solo dopo diverse vicissitudini che non era lui sbagliato, ma la società in cui viveva.
Il malato in realtà riusciva a conoscersi più a fondo rispetto ad un uomo “normale”. 

“La salute non analizza sé stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualcosa di noi stessi.” 

Sono consapevole che molti di noi, avranno mille conseguenze dolorose dopo uno o più eventi traumatici.
Dalle dipendenze alla depressione, dall’ansia agli attacchi di panico, da disturbi psicologici più lievi a quelli più gravi.
Lo so, perché la lista di come il cervello reagisce al dolore è infinita, ma la bellezza vera sta nel fatto che noi siamo dei sopravvissuti e come tali, possiamo vivere pienamente la vita perché sappiamo quanto sia dura soffrire e sentirsi soli.                          

Siamo guerrieri che infinite volte hanno sentito la terra crollare sotto i piedi ma nonostante tutto siamo sopravvissuti ed è questo ciò che conta, non ciò che hanno o vivono gli altri.
Quel dolore possiamo trasformarlo in una forza interiore pazzesca, possiamo aiutare il mondo perché il potere del bene è il più forte in assoluto.

Qualsiasi cosa sia successa nella tua vita che ti porta a non voler dare una seconda possibilità a questo mondo, tu pensa di dover dare una possibilità a te stesso.

Qualsiasi sia il dolore, con il tempo si affievolirà, ma devi accettarlo.

La nostra ora probabilmente è già scritta, quindi non fare gesti folli, non arrenderti!

Dai tu un senso alla tua vita.

So quanto il dolore possa farti decidere di smettere di lottare e di mollare tutto, ma non devi darla vinta al male, ognuno di noi ha un talento. Trovalo e tira fuori tutta la grinta che hai dentro.

Ricordati, TU sei una sopravvissuta. 

Phoebe Hopekings

Combattere o arrendersi? Questo è il dilemma.

Sono una semplice ragazza che è riuscita a guarire dalla Bulimia, dal Disturbo Post Traumatico da Stress associato ad ansia.

Ho deciso di creare questo blog per far capire a chi soffre di disturbi psicologici che è importante chiedere aiuto e parlarne.

Purtroppo si considera “malata” una persona solo quando ha una ferita evidente, mentre sono le stesse ferite nascoste, scoperte troppo tardi, che fanno una grande quantità di morti.

A livello mondiale il suicidio è la terza causa di morte tra gli adolescenti e gli adulti compresi tra i 15 e i 40 anni. Nei giovani è la seconda causa di decesso.

Non soffermatevi sulla sofferenza. Le cose accadono purtroppo, e non possiamo evitare quelle più terribili, perché è la vita, ma c’è una cosa che possiamo cambiare ed è il nostro modo di affrontare ciò che ci capita. Questo vi deve dare la forza di trasformare ciò che avete vissuto in qualcosa di più potente della resa, poiché la vostra resilienza può diventare ciò che può salvare il mondo.

Qualsiasi dono voi abbiate, potrebbe essere un grande aiuto per chi sta combattendo i propri demoni. Tutti combattiamo e continueremo a combattere le nostre battaglie, ma dobbiamo essere fieri delle nostre ferite, perché il peso di un’anima ferita, come una rondine con un’ala spezzata che riesce a guarire e a superare tutto, non è paragonabile a niente.


Riparate quella maledetta ala e non azzardatevi ad arrendervi.
Perché il mondo ha bisogno di voi.

So cosa significa portare un fardello fin da piccola e non avere i mezzi per potersene liberare.

Per questo motivo sono qui, perché voglio condividere con voi tutti i miei pensieri, il mio passato e la mia lotta per superare tutto questo, per potervi dire che anche se ora vi sembrerà impossibile, un giorno starete bene e sarete felici.

Ricordate sempre:

Non c’è dato modo conoscere il senso della nostra vita ma possiamo dare noi un senso alla nostra esistenza.