L’eroe della storia sei tu. Amati!

Prima di iniziare a raccontarvi come ho imparato ad amarmi, forse dobbiamo soffermarci sul perché non ho mai iniziato a farlo.  

Vi sto per raccontare uno dei ricordi più difficili della mia vita.  

Ho fatto davvero tanta fatica ad elaborare il mio passato, ma soprattutto è stato così difficile arrivare fin qui; essere la donna felice e realizzata che volevo diventare, ma ho attraversato l’inferno prima di imparare ad essere così.  

In questo ricordo ho quattro anni ed è una mattina delle tante, dentro di me sento una strana sensazione.  

Mi alzo dal letto e scendo frettolosamente le scale chiamando mia madre per tutta la casa, ma nessuna risposta. Mi dirigo verso la cucina e noto che il sugo è ancora sul fuoco e noto i bordi bruciati: “che odore sgradevole!” 

Dopo aver spento il fornello, sento un urlo straziante e agghiacciante provenire oltre la porta della cucina. Non dimenticherò mai quel suono.                              

Ho paura ad aprire quella porta, mi viene da vomitare.  

Aperta la porta, rimango pietrificata.  

Vedo mio padre che ha le mani attorno al collo di mia madre che invano tenta di difendersi.  

Lei è così minuta e indifesa, lui le sta impedendo qualsiasi mossa per proteggersi. 

Nel frattempo le sta dando dei forti pugni e schiaffi sul viso mentre una sua mano rimane ferma ed immobile sul collo di mia madre. 

Mentre stringo il mio orsacchiotto osservo la pozza di sangue per terra. Credo che lei stia morendo o quasi.  

Il mio cuore batte così forte, sento che sta per uscire dal petto e la nausea diventa sempre più forte. I miei piedi sono incollati al pavimento, non riesco a respirare o a pensare.  

Chiudo gli occhi perché sono convinta che sia solo un incubo, appena li riapro vedo che il sangue si allarga sempre di più e mia madre piange disperatamente, sembra una bambina indifesa.  

Il sugo, il sangue e le rose rosse del giardino sono le uniche tre cose che vedo. È tutto così rosso.  

In pochi secondi decido di spingere mio padre, ma sono così minuscola confronto a lui, la lotta è sproporzionata. Una bambina di circa quattordici chili contro un Ciclope che ne pesa almeno cento. Gli mordo la gamba con tutte le mie forze da riuscire a dare il tempo a mia madre di liberarsi e scappare.         

Lui prontamente mi tira un calcio sullo stomaco ed esclama: “È solo colpa tua. Se tu non fossi mai esistita, noi tutti saremmo ancora felici! Maledetta!” 

Quella frase mi colpì così tanto che da quel giorno iniziai a crederci davvero. Una cosa era certa, la mia vita da quel giorno cambiò completamente. 

Le violenze continuarono, per anni, ma non voglio soffermarmi su questo tema.  

Cresco, divento un adolescente con il terrore del contatto fisico. Ho paura a fidarmi, ma ci provo.  

Inizio ad avere le prime amicizie, e tutte finiscono sempre allo stesso modo. Loro che mi usano, che mi tradiscono o che scopro che le loro intenzioni non erano mai state buone.  

Ma qui non voglio essere vista come la povera ragazza che viene trattata male da tutti, qui sono io che mi circondavo di persone che non mi potevano dare l’affetto e l’amore di cui avevo bisogno perché volevo talmente tanto farmi voler bene che dicevo sì a tutti, non mettevo mai me al primo posto ed ero sempre disponibile. Ero attratta sempre da persone che non erano disposte ad essere felici per me, persone tormentate e arrabbiate con la vita, a volte anche per niente.  

Avevo la sindrome della crocerossina. Io ti salvo, così sono sicura che tu non mi abbandoni e non mi farai del male.  

Questo era il meccanismo che agiva nella mia testa.  

Fino al 2019. 

Dopo essere stata 5 anni con il mio ex fidanzato, tra alti e bassi (soprattutto bassi), scopro delle sue bugie su un’altra ragazza.

È stato il mio primo amore, la persona che più ho amato nella mia vita ed ero così cieca. Le bugie sono state il meno.  

Nei 5 anni mi dava tanti momenti belli e tantissimi momenti orribili.  

Non credeva in me o nei miei sogni e io gli chiedevo sempre il motivo.  
Le sue risposte erano sempre vaghe oppure diceva che era troppo stanco per parlare di queste cose. 

A parer suo, dovevo smetterla di fare la bambina sognatrice perché tanto non ce l’avrei fatta (ovviamente in modo velato la maggior parte delle volte). Lo faceva per proteggermi, così diceva. 

Poi mi mancava di rispetto, mi faceva piangere così tante volte che penso di aver più pianto che riso con lui.  

Perché sono rimasta così tanto con lui?  

Perché subito dopo mi riempiva di affetto e regali, nella mia testa c’era solo confusione, ma ero certa che quello fosse amore; tu che mi fai del male e poi rimedi.  

Poi gli ultimi mesi lui stava affrontando i suoi demoni e io volevo salvarlo.  

Ero l’unica che riusciva a calmare la sua rabbia, il suo dolore e io mi sentivo così forte.  
Pensavo che fossimo una coppia formidabile perché io lo salvavo e lui mi amava, eppure, ad un certo punto iniziò ad avere degli scatti di ira così forti da farmi paura, iniziai a credere di non valere niente.

Io lo giustificavo perché stava affrontando i suoi demoni in quei 6 mesi.

Mi ha svuotata, mi ha tolto tutte le energie per poterlo aiutare nel suo dolore. 

Ho passato gli ultimi 6 mesi del 2019 come un fantasma.  

Io sono sempre stata positiva e felice, ma lui non voleva. Gli dava fastidio perché lui soffriva e diceva che era invidioso della mia luce. Che dovevo smetterla di essere così e dovevo “imparare” a portare rispetto a chi soffriva. Me lo diceva piangendo e io mi sentivo in colpa perché ero una persona positiva che cercava di trovare sempre la chiave ad ogni problema e che provava a trovare la sua felicità, quella che non le era mai stata concessa.  

Ma in quel momento pensai che forse aveva ragione, dovevo smetterla di essere allegra. Dovevo vivere triste ed infelice come lui. Perché solo lui aveva sofferto nella vita… la mia è stata una passeggiata. No? 

Poi scopro del tradimento, che lui ha negato fino alla morte finché alla fine non l’ha ammesso, almeno in parte. Dice che non ci aveva fatto nulla e ci era solo uscito, peccato che dopo neanche un mese dalla rottura lui si era già fidanzato nuovamente.

Ricordo che quella sera ho pianto per ore senza mai fermarmi, non ho mai pianto così tanto. 

Ero abituata al dolore, ma non potevo accettare che l’unica persona che avessi mai amato mi potesse fare così male, non dopo tutto quello che avevo fatto per lui. 

Ma quella sera scattò in me qualcosa. Finalmente avevo capito che dovevo smetterla di farmi rovinare la vita dagli altri.  

Ho pianto tutta la sera, la notte e la mattina nel letto accanto a lui, continuavo a chiedergli perché mi avesse fatto tutto quel male dopo tutto il bene che gli avevo dato e lui non sapeva rispondere.  

Il suo sguardo era freddo e asettico. Non provava nulla, l’unica cosa che riuscì a dirmi e stata: “ti avevo detto che ero geloso di te, e mi faceva male questa invidia nei tuoi confronti perché io ti amo, ma non sopporto l’idea che tu sia migliore di me”.  

Rimango pietrificata. CHE SCHIFO.  

Dopo aver passato una vita così, dovevo pure chiedere scusa perché cercavo una cazzo di ragione per vivere al meglio la mia vita? Ma stiamo scherzando? Lo mando via di casa e non lo voglio più vedere.  
 

Mi ha spezzato il cuore. 

Quando mio padre mi diceva ogni singolo giorno che non sarei dovuta nascere e che era colpa mia, ci credevo.  

Ero davvero convinta che la mia esistenza fosse inutile, e come diavolo fai a crescere in un contesto del genere ed uscire piena di luce? Era un miracolo e continuavo ad incontrare persone che volevano distruggermi perché io NON MI AMAVO.

Non conoscevo altri modi per amare gli altri se non annullarmi per loro.

Per questo continuo a ribadire che è necessario amarvi. 

Oggi, il mio dolore è diventato benzina per andare avanti perché so quanto sia difficile sopravvivere in questo mondo.  

Avrei voluto avere anche io un’infanzia, un’adolescenza o qualsiasi cosa comprendesse essere una bambina, ma non è stato così. Cosa avrei dovuto fare? Piangermi addosso o lamentarmi? Non sono così, ma soprattutto non serve a nulla.

Voglio vivere al meglio questa vita perché ne abbiamo solo una.

Dopo averlo lasciato, ho sofferto parecchio in quei mesi, ma più che per lui, per me stessa.  
Per il poco amore che mi ero data e per come mi sono fatta trattare.  

Ora arriva la parte bella… come ho iniziato ad amarmi.  

Ho ripreso in mano la mia vita, ho segnato sulle note del mio telefono tutti i sogni che avevo accantonato in quegli anni e ho iniziato a mettere giù un piano per realizzarli.  

Nel mio lavoro ho avuto una crescita esponenziale e la mia vita andava sempre meglio.  

Soffrivo da morire i primi mesi perché pensavo che non sarei più stata in grado di amare qualcun’altro ed ero convinta fosse una punizione dell’universo, invece ad oggi, so che è stata una benedizione quel tradimento e tutto lo schifo che mi aveva arrecato in quei mesi, perché solo dopo tutto questo ho davvero capito che cosa meritavo.  

Non potevo saperlo finché non ho visto cosa NON volevo più nella mia vita.  
So che sembra scontato non volere un amore tossico, ma io non conoscevo l’amore. Non sapevo minimamente cosa fosse, nessuno me l’aveva mai insegnato. Sapevo soltanto che non volevo la stessa dannata vita.  

Compresi mia madre, che nonostante fosse una vittima e non mi aveva mai difesa, posso comprendere perché ha agito in quel modo: aveva paura, come io avevo paura del mio ex fidanzato. Questo non significa che giustifico tutte le volte in cui non mi ha salvata o protetta, ma questo mi ha permesso di imparare a cavarmela da sola.  

Io ad oggi sono una persona che non si girerebbe dall’altra parte se dovesse vedere qualcuno in difficoltà, perché io stessa sono stata abbandonata da tutti quando più ne avevo bisogno.  

Ed è per questo che continuo a scrivere i miei post e scrivo questi articoli: per voi.  

Perché so quanto sia difficile affrontare questo mondo quando succedono determinate cose, ma vedete io sono qui. Sono guarita, ma non solo. Sto vivendo la vita che amo, sono la persona che volevo diventare e continuo ad avere sogni. Voi dovete fare altrettanto per voi stessi perché un passato terribile non vi deve impedire di avere un futuro meraviglioso. 

Per il mio ex, il mio ego era davvero convinto di poterlo salvare, ma ragazzi noi non possiamo salvare nessuno. Possiamo aiutare e porgere la nostra mano, ma se cercate di salvare qualcuno che non vuole farsi aiutare, quella persona vi farà affondare.  

In quell’anno non restai più in quei rapporti che mi toglievano più energie che darmele. Non volevo più accanto a me persone negative, lamentose ed ingrate nei confronti della vita.  

Le famose relazioni win-lose, ovvero io do 100 per avere in cambio 10. Non sono rapporti sani. 

È stato doloroso fare certi tagli, ma sono stati inevitabili.  

Perché quando sono rinata e diventata fenice, alcune persone che credevo amici hanno iniziato a trattarmi male perché volevano, anche loro, che io fossi infelice. O almeno, volevano che io continuassi ad essere a loro disposizione senza mai mettere me al primo posto, come facevo prima (sbagliando). 

Mentre altri mi volevano diversa da quella che ero diventata. Ero maturata, ma questa parte di me non andava bene a chi voleva solo la Phoebe fragile.

Questo è stato il primo passo per volermi bene: capire chi poteva restarmi accanto e chi invece dovevo allontanare per il mio benessere.  

Ho iniziato a dire NO, quando volevo fare qualcos’altro. Perché non dovevo più fare le cose per rendere felici gli altri, ma dovevo farlo solo ed esclusivamente dopo essermi ascoltata.  

Ho scritto su un foglio tutte le volte in cui mi sono sentita forte e sono riuscita a superare determinate cose che credevo impossibili.  
Scrivevo su un foglio: “Io sono straordinaria perché “, poi l’ho letto ad alta voce davanti ad una persona di cui mi fidavo e a me stessa, l’ho fatto soprattutto per me perché dovevo sentire con le mie orecchie quelle parole. Era importante che mi ricordassi quanto fossi stata forte nella vita e quanto fossi stata cazzuta a superare tutto quel dolore. 

Ho iniziato ad amare i miei difetti che non mi piace chiamare tali, ma limiti e ho lavorato su quelli che potevano essere un ostacolo.  

Ho continuato a fare un percorso su me stessa con la psicologa che è riuscita a scavare a fondo per portare a galla tutti i miei demoni per poterli affrontare e farci pace.  

Ho iniziato a vedere la solitudine come un momento per conoscermi sempre di più e non come qualcosa di negativo.  

Passiamo una vita ad usare energie, tempo e soldi per gli altri. Perché non farlo per te stesso? 

Ma soprattutto ho imparato a parlare di me con un’accezione positiva.  
Non dicevo più frasi auto giudicanti o qualcosa che potesse farmi sentire inferiore, ma risaltavo a me stessa tutti i traguardi e i successi che ero riuscita a raggiungere.  

Accettavo I miei errori e ho imparato da essi.  

Mi sono perdonata per tutte le volte in cui mi sono arrabbiata con me stessa, in cui ho sbagliato o mi sono sentita in colpa.   

Iniziai a comprendere tutte le persone che mi avevano fatto del male e ad oggi li guardo con pena, perché sono sicura che se fai così tanto male è perché stai soffrendo tanto. Ragazzi, provare pena non significa farsi trascinare dai loro demoni, ma soprattutto non è giustificabile. 

Se avete sofferto, usate quel dolore in energia positiva per aiutare gli altri, ma soprattutto voi stessi. 

Mio padre ne ha fatte tante, mi ha rovinato la vita e ci sono così tante cose da raccontare che non finirei più, ma ciò che è importante sottolineare è il momento in cui lui stava per morire. Avevo solo 18 anni ed io ero l’unica persona presente quando emise l’ultimo respiro.  

L’ultima cosa che gli dissi prima che morisse è stata: “ti perdono”.  

Sai perché? 

Perché non volevo più portarmi il peso dell’odio nei suoi confronti. Meritavo di lasciarlo andare, ma soprattutto non volevo più permettergli di rovinarmi la vita. Lui la sua se le è rovinata con le sue stesse mani, io non intendevo seguire lo stesso destino. 

Ammetto che i mesi successivi alla sua morte sono stati difficili. Ho avuto tutte le conseguenze psicologiche di tutti i traumi che avevo subito, ma poi ho chiesto aiuto ad un terapeuta. 

Dopo un lungo percorso di guarigione, sono riuscita ad elaborare tutti i miei ricordi e a far pace con i miei demoni interni. 

Ad oggi, sono grata ogni giorno della mia vita perché mi ha reso la persona che volevo diventare, ma soprattutto sono grata di quello che ho. Perché quando impari ad amare le piccole cose, allora la vita ti regalerà cose grandiose.  

Sai qual è il segreto più grande per imparare a volerti bene? 

Spostare l’attenzione su di te, mi spiego meglio, sulla persona che vuoi diventare.  

Ora il dolore ti sembrerà gigantesco ed impossibile da superare, ma non sarà sempre così. Ognuno di noi ha un talento, un mondo interiore fantastico ed unico, ma non puoi vederlo finché ti focalizzerai sulla tua insicurezza e sul tuo dolore. 

Guardati per la prima volta allo specchio, ma non parlo della tua immagine riflessa. Vorrei che ti guardassi come nessuno ha mai fatto, tu sei un diamante calpestato in un mondo pieno di vetri che si atteggiano come diamanti per poterti distruggere, trova altri come te. 

Vorrei che ti rendessi conto del grande potenziale che hai dentro e di quanto tu sia utile in questo mondo.  

È come se tu fossi, da fuori, una casa che sta cadendo a pezzi, distrutta e in disuso. Chi potrebbe entrare in una casa del genere quando là fuori ci sono così tante ville e appartamenti fantastici? 
NESSUNO. 

La tua casa, se la guardi bene, è piena di luce all’interno e tu sei quella luce. Perché un’anima ferita che ha sofferto così tanto come te, non può essere che piena di luce e di voglia di riscatto. 

Essere un diamante ha un suo prezzo, ma nonostante tu ora stia attraversando l’inferno, ricordati che non sarà così per sempre. Attraversalo a testa alta e rialzati perché il mondo ti sta aspettando. 

La vita è ora. Non chiuderti in una stanza, ma lotta per la tua felicità. 

Qual è il tuo sogno? Chi vuoi diventare?  

Impara a volerti bene e non nascondere i tuoi sogni, tira fuori il tuo talento, qualunque esso sia, ma tiralo fuori e non nasconderti più. 

Se vedi tutto nero, attaccati al te del futuro come avevo fatto io nei momenti più bui.  

Mi immaginavo questa giovane, determinata e forte ragazza che riusciva ad aiutare molte persone attraverso la sua storia, che aveva superato tutti i suoi traumi e che viveva una vita bella e felice come ha sempre sognato e così è stato.  

Non è magia, ma si chiama lottare per sé stessi.  

La vita non è sempre giusta, anzi! Impara ad accettare ciò che non puoi cambiare. 

Lotta perché là fuori il mondo ti sta aspettando.  

Non ho potuto scegliere il mio passato e la mia famiglia, ma posso scegliere come vivere il mio presente. Solo io, nessun’altro può scegliere al posto mio. 

Sei tu, solo tu, l’artefice del tuo destino perché quando imparerai a cambiare una situazione che non ti piace, allora il mondo inizierà a prenderà la forma dei tuoi sogni. 

2 Replies to “L’eroe della storia sei tu. Amati!”

  1. Ciao, mi chiamo Francesca, ho 31 anni e vivo a Genova. Ho letto la tua storia e mi sono ritrovata perché molto simile a me. Anch’io ho tanti problemi legati all’infanzia e all’adolescenza, e mi trovo proprio in una situazione di disagio con me stessa. Tra ansia, attacchi di l’amica, pessima autostima e tanto altro. Ho tanto paura di vivere. Ma nonostante ciò voglio lottare per me stessa e per un futuro migliore… Vorrei riuscire come te a crearmi una vita serena in cui i momenti difficile del passato non mi condizioni più.

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    1. Avere la volontà di arrivare ad una vita serena è già un grande passo. Ce la farai, il passato è solo un punto di partenza. Focalizzati sul tuo futuro pieno di luce. Un forte abbraccio ❤️

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