L’eroe della storia sei tu. Amati!

Prima di iniziare a raccontarvi come ho imparato ad amarmi, forse dobbiamo soffermarci sul perché non ho mai iniziato a farlo.  

Vi sto per raccontare uno dei ricordi più difficili della mia vita.  

Ho fatto davvero tanta fatica ad elaborare il mio passato, ma soprattutto è stato così difficile arrivare fin qui; essere la donna felice e realizzata che volevo diventare, ma ho attraversato l’inferno prima di imparare ad essere così.  

In questo ricordo ho quattro anni ed è una mattina delle tante, dentro di me sento una strana sensazione.  

Mi alzo dal letto e scendo frettolosamente le scale chiamando mia madre per tutta la casa, ma nessuna risposta. Mi dirigo verso la cucina e noto che il sugo è ancora sul fuoco e noto i bordi bruciati: “che odore sgradevole!” 

Dopo aver spento il fornello, sento un urlo straziante e agghiacciante provenire oltre la porta della cucina. Non dimenticherò mai quel suono.                              

Ho paura ad aprire quella porta, mi viene da vomitare.  

Aperta la porta, rimango pietrificata.  

Vedo mio padre che ha le mani attorno al collo di mia madre che invano tenta di difendersi.  

Lei è così minuta e indifesa, lui le sta impedendo qualsiasi mossa per proteggersi. 

Nel frattempo le sta dando dei forti pugni e schiaffi sul viso mentre una sua mano rimane ferma ed immobile sul collo di mia madre. 

Mentre stringo il mio orsacchiotto osservo la pozza di sangue per terra. Credo che lei stia morendo o quasi.  

Il mio cuore batte così forte, sento che sta per uscire dal petto e la nausea diventa sempre più forte. I miei piedi sono incollati al pavimento, non riesco a respirare o a pensare.  

Chiudo gli occhi perché sono convinta che sia solo un incubo, appena li riapro vedo che il sangue si allarga sempre di più e mia madre piange disperatamente, sembra una bambina indifesa.  

Il sugo, il sangue e le rose rosse del giardino sono le uniche tre cose che vedo. È tutto così rosso.  

In pochi secondi decido di spingere mio padre, ma sono così minuscola confronto a lui, la lotta è sproporzionata. Una bambina di circa quattordici chili contro un Ciclope che ne pesa almeno cento. Gli mordo la gamba con tutte le mie forze da riuscire a dare il tempo a mia madre di liberarsi e scappare.         

Lui prontamente mi tira un calcio sullo stomaco ed esclama: “È solo colpa tua. Se tu non fossi mai esistita, noi tutti saremmo ancora felici! Maledetta!” 

Quella frase mi colpì così tanto che da quel giorno iniziai a crederci davvero. Una cosa era certa, la mia vita da quel giorno cambiò completamente. 

Le violenze continuarono, per anni, ma non voglio soffermarmi su questo tema.  

Cresco, divento un adolescente con il terrore del contatto fisico. Ho paura a fidarmi, ma ci provo.  

Inizio ad avere le prime amicizie, e tutte finiscono sempre allo stesso modo. Loro che mi usano, che mi tradiscono o che scopro che le loro intenzioni non erano mai state buone.  

Ma qui non voglio essere vista come la povera ragazza che viene trattata male da tutti, qui sono io che mi circondavo di persone che non mi potevano dare l’affetto e l’amore di cui avevo bisogno perché volevo talmente tanto farmi voler bene che dicevo sì a tutti, non mettevo mai me al primo posto ed ero sempre disponibile. Ero attratta sempre da persone che non erano disposte ad essere felici per me, persone tormentate e arrabbiate con la vita, a volte anche per niente.  

Avevo la sindrome della crocerossina. Io ti salvo, così sono sicura che tu non mi abbandoni e non mi farai del male.  

Questo era il meccanismo che agiva nella mia testa.  

Fino al 2019. 

Dopo essere stata 5 anni con il mio ex fidanzato, tra alti e bassi (soprattutto bassi), scopro delle sue bugie su un’altra ragazza.

È stato il mio primo amore, la persona che più ho amato nella mia vita ed ero così cieca. Le bugie sono state il meno.  

Nei 5 anni mi dava tanti momenti belli e tantissimi momenti orribili.  

Non credeva in me o nei miei sogni e io gli chiedevo sempre il motivo.  
Le sue risposte erano sempre vaghe oppure diceva che era troppo stanco per parlare di queste cose. 

A parer suo, dovevo smetterla di fare la bambina sognatrice perché tanto non ce l’avrei fatta (ovviamente in modo velato la maggior parte delle volte). Lo faceva per proteggermi, così diceva. 

Poi mi mancava di rispetto, mi faceva piangere così tante volte che penso di aver più pianto che riso con lui.  

Perché sono rimasta così tanto con lui?  

Perché subito dopo mi riempiva di affetto e regali, nella mia testa c’era solo confusione, ma ero certa che quello fosse amore; tu che mi fai del male e poi rimedi.  

Poi gli ultimi mesi lui stava affrontando i suoi demoni e io volevo salvarlo.  

Ero l’unica che riusciva a calmare la sua rabbia, il suo dolore e io mi sentivo così forte.  
Pensavo che fossimo una coppia formidabile perché io lo salvavo e lui mi amava, eppure, ad un certo punto iniziò ad avere degli scatti di ira così forti da farmi paura, iniziai a credere di non valere niente.

Io lo giustificavo perché stava affrontando i suoi demoni in quei 6 mesi.

Mi ha svuotata, mi ha tolto tutte le energie per poterlo aiutare nel suo dolore. 

Ho passato gli ultimi 6 mesi del 2019 come un fantasma.  

Io sono sempre stata positiva e felice, ma lui non voleva. Gli dava fastidio perché lui soffriva e diceva che era invidioso della mia luce. Che dovevo smetterla di essere così e dovevo “imparare” a portare rispetto a chi soffriva. Me lo diceva piangendo e io mi sentivo in colpa perché ero una persona positiva che cercava di trovare sempre la chiave ad ogni problema e che provava a trovare la sua felicità, quella che non le era mai stata concessa.  

Ma in quel momento pensai che forse aveva ragione, dovevo smetterla di essere allegra. Dovevo vivere triste ed infelice come lui. Perché solo lui aveva sofferto nella vita… la mia è stata una passeggiata. No? 

Poi scopro del tradimento, che lui ha negato fino alla morte finché alla fine non l’ha ammesso, almeno in parte. Dice che non ci aveva fatto nulla e ci era solo uscito, peccato che dopo neanche un mese dalla rottura lui si era già fidanzato nuovamente.

Ricordo che quella sera ho pianto per ore senza mai fermarmi, non ho mai pianto così tanto. 

Ero abituata al dolore, ma non potevo accettare che l’unica persona che avessi mai amato mi potesse fare così male, non dopo tutto quello che avevo fatto per lui. 

Ma quella sera scattò in me qualcosa. Finalmente avevo capito che dovevo smetterla di farmi rovinare la vita dagli altri.  

Ho pianto tutta la sera, la notte e la mattina nel letto accanto a lui, continuavo a chiedergli perché mi avesse fatto tutto quel male dopo tutto il bene che gli avevo dato e lui non sapeva rispondere.  

Il suo sguardo era freddo e asettico. Non provava nulla, l’unica cosa che riuscì a dirmi e stata: “ti avevo detto che ero geloso di te, e mi faceva male questa invidia nei tuoi confronti perché io ti amo, ma non sopporto l’idea che tu sia migliore di me”.  

Rimango pietrificata. CHE SCHIFO.  

Dopo aver passato una vita così, dovevo pure chiedere scusa perché cercavo una cazzo di ragione per vivere al meglio la mia vita? Ma stiamo scherzando? Lo mando via di casa e non lo voglio più vedere.  
 

Mi ha spezzato il cuore. 

Quando mio padre mi diceva ogni singolo giorno che non sarei dovuta nascere e che era colpa mia, ci credevo.  

Ero davvero convinta che la mia esistenza fosse inutile, e come diavolo fai a crescere in un contesto del genere ed uscire piena di luce? Era un miracolo e continuavo ad incontrare persone che volevano distruggermi perché io NON MI AMAVO.

Non conoscevo altri modi per amare gli altri se non annullarmi per loro.

Per questo continuo a ribadire che è necessario amarvi. 

Oggi, il mio dolore è diventato benzina per andare avanti perché so quanto sia difficile sopravvivere in questo mondo.  

Avrei voluto avere anche io un’infanzia, un’adolescenza o qualsiasi cosa comprendesse essere una bambina, ma non è stato così. Cosa avrei dovuto fare? Piangermi addosso o lamentarmi? Non sono così, ma soprattutto non serve a nulla.

Voglio vivere al meglio questa vita perché ne abbiamo solo una.

Dopo averlo lasciato, ho sofferto parecchio in quei mesi, ma più che per lui, per me stessa.  
Per il poco amore che mi ero data e per come mi sono fatta trattare.  

Ora arriva la parte bella… come ho iniziato ad amarmi.  

Ho ripreso in mano la mia vita, ho segnato sulle note del mio telefono tutti i sogni che avevo accantonato in quegli anni e ho iniziato a mettere giù un piano per realizzarli.  

Nel mio lavoro ho avuto una crescita esponenziale e la mia vita andava sempre meglio.  

Soffrivo da morire i primi mesi perché pensavo che non sarei più stata in grado di amare qualcun’altro ed ero convinta fosse una punizione dell’universo, invece ad oggi, so che è stata una benedizione quel tradimento e tutto lo schifo che mi aveva arrecato in quei mesi, perché solo dopo tutto questo ho davvero capito che cosa meritavo.  

Non potevo saperlo finché non ho visto cosa NON volevo più nella mia vita.  
So che sembra scontato non volere un amore tossico, ma io non conoscevo l’amore. Non sapevo minimamente cosa fosse, nessuno me l’aveva mai insegnato. Sapevo soltanto che non volevo la stessa dannata vita.  

Compresi mia madre, che nonostante fosse una vittima e non mi aveva mai difesa, posso comprendere perché ha agito in quel modo: aveva paura, come io avevo paura del mio ex fidanzato. Questo non significa che giustifico tutte le volte in cui non mi ha salvata o protetta, ma questo mi ha permesso di imparare a cavarmela da sola.  

Io ad oggi sono una persona che non si girerebbe dall’altra parte se dovesse vedere qualcuno in difficoltà, perché io stessa sono stata abbandonata da tutti quando più ne avevo bisogno.  

Ed è per questo che continuo a scrivere i miei post e scrivo questi articoli: per voi.  

Perché so quanto sia difficile affrontare questo mondo quando succedono determinate cose, ma vedete io sono qui. Sono guarita, ma non solo. Sto vivendo la vita che amo, sono la persona che volevo diventare e continuo ad avere sogni. Voi dovete fare altrettanto per voi stessi perché un passato terribile non vi deve impedire di avere un futuro meraviglioso. 

Per il mio ex, il mio ego era davvero convinto di poterlo salvare, ma ragazzi noi non possiamo salvare nessuno. Possiamo aiutare e porgere la nostra mano, ma se cercate di salvare qualcuno che non vuole farsi aiutare, quella persona vi farà affondare.  

In quell’anno non restai più in quei rapporti che mi toglievano più energie che darmele. Non volevo più accanto a me persone negative, lamentose ed ingrate nei confronti della vita.  

Le famose relazioni win-lose, ovvero io do 100 per avere in cambio 10. Non sono rapporti sani. 

È stato doloroso fare certi tagli, ma sono stati inevitabili.  

Perché quando sono rinata e diventata fenice, alcune persone che credevo amici hanno iniziato a trattarmi male perché volevano, anche loro, che io fossi infelice. O almeno, volevano che io continuassi ad essere a loro disposizione senza mai mettere me al primo posto, come facevo prima (sbagliando). 

Mentre altri mi volevano diversa da quella che ero diventata. Ero maturata, ma questa parte di me non andava bene a chi voleva solo la Phoebe fragile.

Questo è stato il primo passo per volermi bene: capire chi poteva restarmi accanto e chi invece dovevo allontanare per il mio benessere.  

Ho iniziato a dire NO, quando volevo fare qualcos’altro. Perché non dovevo più fare le cose per rendere felici gli altri, ma dovevo farlo solo ed esclusivamente dopo essermi ascoltata.  

Ho scritto su un foglio tutte le volte in cui mi sono sentita forte e sono riuscita a superare determinate cose che credevo impossibili.  
Scrivevo su un foglio: “Io sono straordinaria perché “, poi l’ho letto ad alta voce davanti ad una persona di cui mi fidavo e a me stessa, l’ho fatto soprattutto per me perché dovevo sentire con le mie orecchie quelle parole. Era importante che mi ricordassi quanto fossi stata forte nella vita e quanto fossi stata cazzuta a superare tutto quel dolore. 

Ho iniziato ad amare i miei difetti che non mi piace chiamare tali, ma limiti e ho lavorato su quelli che potevano essere un ostacolo.  

Ho continuato a fare un percorso su me stessa con la psicologa che è riuscita a scavare a fondo per portare a galla tutti i miei demoni per poterli affrontare e farci pace.  

Ho iniziato a vedere la solitudine come un momento per conoscermi sempre di più e non come qualcosa di negativo.  

Passiamo una vita ad usare energie, tempo e soldi per gli altri. Perché non farlo per te stesso? 

Ma soprattutto ho imparato a parlare di me con un’accezione positiva.  
Non dicevo più frasi auto giudicanti o qualcosa che potesse farmi sentire inferiore, ma risaltavo a me stessa tutti i traguardi e i successi che ero riuscita a raggiungere.  

Accettavo I miei errori e ho imparato da essi.  

Mi sono perdonata per tutte le volte in cui mi sono arrabbiata con me stessa, in cui ho sbagliato o mi sono sentita in colpa.   

Iniziai a comprendere tutte le persone che mi avevano fatto del male e ad oggi li guardo con pena, perché sono sicura che se fai così tanto male è perché stai soffrendo tanto. Ragazzi, provare pena non significa farsi trascinare dai loro demoni, ma soprattutto non è giustificabile. 

Se avete sofferto, usate quel dolore in energia positiva per aiutare gli altri, ma soprattutto voi stessi. 

Mio padre ne ha fatte tante, mi ha rovinato la vita e ci sono così tante cose da raccontare che non finirei più, ma ciò che è importante sottolineare è il momento in cui lui stava per morire. Avevo solo 18 anni ed io ero l’unica persona presente quando emise l’ultimo respiro.  

L’ultima cosa che gli dissi prima che morisse è stata: “ti perdono”.  

Sai perché? 

Perché non volevo più portarmi il peso dell’odio nei suoi confronti. Meritavo di lasciarlo andare, ma soprattutto non volevo più permettergli di rovinarmi la vita. Lui la sua se le è rovinata con le sue stesse mani, io non intendevo seguire lo stesso destino. 

Ammetto che i mesi successivi alla sua morte sono stati difficili. Ho avuto tutte le conseguenze psicologiche di tutti i traumi che avevo subito, ma poi ho chiesto aiuto ad un terapeuta. 

Dopo un lungo percorso di guarigione, sono riuscita ad elaborare tutti i miei ricordi e a far pace con i miei demoni interni. 

Ad oggi, sono grata ogni giorno della mia vita perché mi ha reso la persona che volevo diventare, ma soprattutto sono grata di quello che ho. Perché quando impari ad amare le piccole cose, allora la vita ti regalerà cose grandiose.  

Sai qual è il segreto più grande per imparare a volerti bene? 

Spostare l’attenzione su di te, mi spiego meglio, sulla persona che vuoi diventare.  

Ora il dolore ti sembrerà gigantesco ed impossibile da superare, ma non sarà sempre così. Ognuno di noi ha un talento, un mondo interiore fantastico ed unico, ma non puoi vederlo finché ti focalizzerai sulla tua insicurezza e sul tuo dolore. 

Guardati per la prima volta allo specchio, ma non parlo della tua immagine riflessa. Vorrei che ti guardassi come nessuno ha mai fatto, tu sei un diamante calpestato in un mondo pieno di vetri che si atteggiano come diamanti per poterti distruggere, trova altri come te. 

Vorrei che ti rendessi conto del grande potenziale che hai dentro e di quanto tu sia utile in questo mondo.  

È come se tu fossi, da fuori, una casa che sta cadendo a pezzi, distrutta e in disuso. Chi potrebbe entrare in una casa del genere quando là fuori ci sono così tante ville e appartamenti fantastici? 
NESSUNO. 

La tua casa, se la guardi bene, è piena di luce all’interno e tu sei quella luce. Perché un’anima ferita che ha sofferto così tanto come te, non può essere che piena di luce e di voglia di riscatto. 

Essere un diamante ha un suo prezzo, ma nonostante tu ora stia attraversando l’inferno, ricordati che non sarà così per sempre. Attraversalo a testa alta e rialzati perché il mondo ti sta aspettando. 

La vita è ora. Non chiuderti in una stanza, ma lotta per la tua felicità. 

Qual è il tuo sogno? Chi vuoi diventare?  

Impara a volerti bene e non nascondere i tuoi sogni, tira fuori il tuo talento, qualunque esso sia, ma tiralo fuori e non nasconderti più. 

Se vedi tutto nero, attaccati al te del futuro come avevo fatto io nei momenti più bui.  

Mi immaginavo questa giovane, determinata e forte ragazza che riusciva ad aiutare molte persone attraverso la sua storia, che aveva superato tutti i suoi traumi e che viveva una vita bella e felice come ha sempre sognato e così è stato.  

Non è magia, ma si chiama lottare per sé stessi.  

La vita non è sempre giusta, anzi! Impara ad accettare ciò che non puoi cambiare. 

Lotta perché là fuori il mondo ti sta aspettando.  

Non ho potuto scegliere il mio passato e la mia famiglia, ma posso scegliere come vivere il mio presente. Solo io, nessun’altro può scegliere al posto mio. 

Sei tu, solo tu, l’artefice del tuo destino perché quando imparerai a cambiare una situazione che non ti piace, allora il mondo inizierà a prenderà la forma dei tuoi sogni. 

Pensavo fossi l’amore della mia vita… invece eri solo la lezione dell’universo di cui avevo bisogno

È passato più di un anno ormai.

Lui era il mio grande amore, la persona che credevo potesse starmi accanto per tutta la vita. Quando pensavo alla parola “casa” la associavo a lui.

Eppure… quella casa improvvisamente prese fuoco.

Era stato lui ad appiccare quel fuoco, lasciandomi dentro da sola a bruciare.

Facciamo un salto indietro.

6 anni fa.

Lei era una ragazza sognatrice, studiosa, ingenua ma molto ambiziosa.

Lui era un ragazzo ribelle che non credeva nell’amore, tormentato dai suoi demoni, ma intelligente ed affascinante.

I protagonisti di questa storia possono sembrare un cliché, ma non è così. Erano davvero originali e fantastici assieme.

Entrambi avevano trovato nell’altro la propria casa.

Lui vedeva il valore di quella ragazza così speciale, era un diamante. Non solo per lui ma per tutti e lui amava quella rarità, sapeva benissimo che LEI era un gioiello con un valore inestimabile, una volta perso o rotto non avrebbe più trovato una persona simile.

LUI amava quella luce ma i suoi demoni no… loro non sopportavano la luce di quella fantastica ragazza, così, lui iniziò ad ascoltarli e divenne negli anni invidioso di lei, dei suoi traguardi e della sua bontà d’animo.

Doveva annientare la sua autostima, la sua determinazione e i suoi sogni.

Lui era il suo grande amore, l’unica famiglia che aveva mai avuto, lui era tutto.

“Non ce la farai mai”, “il tuo libro non è nulla di speciale”, “Non vali niente”, “Fai schifo!” “Mi sono sempre accontentato”.

Chi ha letto il mio blog, sa benissimo che cosa posso pensare: “ecco, la storia si ripete!”.

La differenza tra lui e mio padre è che mio padre è sempre stato un mostro mentre LUI ai miei occhi era l’amore della mia vita. Stupido? Forse sì, ma lo amavo terribilmente e mi ha spezzato il cuore in mille pezzi.

Siamo stati assieme 5 anni, ma l’ultimo anno è stato il peggiore, lui non sopportava il mio essere positiva e felice, voleva che fossi come lui; cupa e triste.

E nel tempo, lui ci riuscì. Aveva esaurito tutte le mie energie, ma non gli permisi di spegnere la mia Luce. Non l’avrei più permesso a NESSUNO.

Lui ha appiccato il fuoco nella nostra casa mentre dormivo, è vero. L’ha fatto senza guardarsi indietro e mi ha lasciata bruciare, ma ora sono qui. E sono una donna diversa, nuova, coraggiosa e più forte che mai.

Sono una fenice, sono LUCE e TU non eri l’amore della mia vita, eri solo una lezione dell’universo per farmi diventare quella di oggi, e non hai idea di quanto io sia orgogliosa della persona che sono diventata.

Forse un giorno vedrai che la tua pugnalata e il tuo fuoco mi hanno solo resa migliore, perché oggi Phoebe sa cosa vuole, sa cosa merita e ti è grata per quei 5 anni ma allo stesso tempo nonostante lo schifo, ti perdono. So quanto i tuoi demoni siano stati forti, ma la vita è fatta di scelte e io scelgo di lasciarti andare finalmente.

Dopo un anno in cui mi sono concentrata su me stessa, sul lavoro e sui miei sogni, finalmente sono guarita e anche se quelle bruciature rimarranno, saranno solo un ricordo che conserverò nel cuore.

Ti ho amato così tanto, e tu mi hai fatto tutto quel male, ma non importa perché oggi mi sento più vicina alla realizzazione dei miei sogni come non mai. E ho capito che tutto quello che ho passato aveva solo bisogno di essere elaborato, avevo bisogno di tutte queste esperienze per arrivare fin qui, per scrivere questo blog ma soprattutto il mio libro.

Un giorno il mio libro verrà pubblicato, ne sono certa. E sai perché lo so?

Perché prima pensavo che per farcela avevo bisogno che tu credessi in me, ma non è così. Io credo in me stessa e mi circonderò d’ora in poi solo di persone che tifano per me.

A voi che state leggendo, ricordatevi di allontanare tutte le persone tossiche che avete accanto, so che è difficile ma è l’unico modo per poter essere felici davvero. Al momento vi sentirete morire, ci vorrà tempo per guarire ma poi la vostra luce sarà così forte che attrarrete a voi solo persone luminose come voi.

Voglio dare l’amore che ho dentro a chi se lo merita.

Ora sono pronta perché finalmente so chi è il mio grande amore: me stessa.

E solo adesso so che il prossimo uomo che verrà non sarà una lezione.

Grazie per avermi reso fenice.

Avanti,

Ancora,

Senza di te e felice.

Cara Bulimia,

sei stata mia amica per 5 anni della mia vita, pensavo davvero mi volessi bene.

Il vuoto dentro di me mi divorava ogni maledetto giorno, spesso mi chiedevo se fossi degna di vivere o semplicemente se esistesse qualcuno che mi volesse davvero bene.

Mi sentivo sola.

Ho sempre avuto fin da piccola la sensazione che il mio cuore fosse stato sostituito da una mela, una di quelle rosse fiammanti, morbide e succose che morso dopo morso continui a gustartela fino al punto di arrivare al torsolo, dopodiché la getti semplicemente nella spazzatura perché ormai non ti serve più a nulla.

Volevo amore, affetto e coccole.

In più, non mi sentivo nemmeno bella.

Come potevo sentirmi carina se tutto quello che avevo dentro era solo vuoto e caos?

Poi sei arrivata tu… era una sera delle tante davanti alla televisione, ero sola e spenta.

Ricordo che mangiai un panino quella sera, ma ad un certo punto sentì il BISOGNO di mettere altro nello stomaco.

Aprì il frigo, presi ogni cosa; affettati, formaggi, dolci, salse, qualsiasi cosa e iniziai a mangiare senza sosta.

COME MI SENTIVO BENE.

ERO PIENA…

Poi… il senso di colpa.

Provai schifo verso di me e corsi in bagno a vomitare tutto… mi sentivo così forte.

Potevo mangiare tutto ciò che volevo e vomitarlo a mio piacere…

ERI LA MIA MIGLIORE AMICA, AVEVO SOLO 16 ANNI E NESSUNO SE NE ACCORSE.

Persi 24 kg, ogni giorno diventavo sempre più spenta. Sapevo che non mi volevi davvero bene ma non avevo coraggio di lasciarti andare. Eri l’unica amica che avevo…

Avevo paura che se ti avessi lasciato andare, sarei rimasta di nuovo da sola.

POI… arrivò un nuovo amico.

Lui si chiamava Disturbo Post Traumatico da Stress, di lui vi racconterò più avanti.

Decisi di lottare, chiesi aiuto ragazzi.

Avevo 21 anni quando chiesi davvero aiuto.

Lei è stata mia amica per 5 anni… e solo in terapia capì che lei non era affatto benevola, non mi voleva bene ma voleva risucchiarmi in un vortice terribile.

Tutte queste conseguenze derivano sempre da qualcosa di più profondo, quindi LOTTATE VI PREGO.

Ora ho 27 anni e sono una Donna felice, realizzata e amo la vita.

POTETE USCIRE DA QUALSIASI VORTICE MA LOTTATE E NON ARRENDETEVI, CHIEDETE AIUTO AD UN TERAPEUTA.

SCRIVETEMI SE VOLETE QUALCUNO DI ESTERNO CHE VI POSSA ASCOLTARE.

Voglio essere la persona che desideravo ci fosse nei momenti più bui della mia vita. Solo voi potete salvare voi stessi.

DATEVI LA POSSIBILITÀ DI ESSERE FELICE.

Phoebe Hopekings

Io non sono pazza.

Questa frase mi ha accompagnata per così tanto tempo.

Mi vergognavo, avevo paura di esserlo diventata davvero.

Pensieri intrusivi, ansia, tristezza, dolore, vuoto, rabbia e senso di colpa.

Provavo così tanto dolore e nella mia testa c’era solo il Caos.

Poi, c’è stata la mia salvezza.

Ho deciso di lottare, ho deciso di andare da una psichiatra che mi aiutasse a gestire tutti quei pensieri.

Pensieri orribili che non mi appartenevano si erano insediati nella mia testa in modo subdolo e crudele.

Avevo solo 21 anni e desideravo ancora morire per mettere fine a tutto quello strazio.

La terapia mi ha salvato la vita.

Ho rimesso in ordine tutti i pezzi rotti di me stessa.

Conoscete l’arte del kintsugi?

Kin ( oro ) e tsugi ( riunire ) significa letteralmente, “riparare con l’oro”.

Questa tecnica evidenzia le fratture, ma al contempo, le impreziosisce aggiungendo valore a ciò che si ripara.

Insegna ad accogliere il danno, le offese e le fratture e di non vergognarsi delle ferite che ognuno di noi può portare dentro di sé.

La filosofia che è alla base del kintsugi, sottolinea che la vita non è composta solo di perfezione, ma anche di rottura e come tale, va accolta.

La sofferenza è parte della vita, se impariamo a sentirla e a riconoscerla, ci insegna, che siamo vivi; se poi accolta ci cambia, ci rende a volte più forti, a volte più saggi.

Sono Phoebe Hopeking (è il nome della protagonista del libro che sto scrivendo, ispirata alla mia storia).

Ho desiderato la morte dalla scuola elementare.

Ho tentato il suicidio 3 volte.

Non sono stata amata da chi doveva.

E nonostante questo, amo la vita e voglio aiutare chi soffre a dare una seconda possibilità a sé stesso perché per quanto la vita sia caotica è meravigliosa e vale la pena viverla.

Chiedete aiuto se ciò che vi è successo è troppo da gestire soli.

NON SIETE SOLI.

Sii straordinaria

Ricordo ancora le sue parole piene di rabbia, la sua voce autoritaria e i suoi sguardi colmi di odio.

Ero uno sbaglio, un essere indegno e non meritevole di vivere.
O almeno, lui mi faceva sentire così.


Avevo sempre paura, avevo costantemente la sensazione di vivere in una famiglia che non era la mia.

Una bambina dovrebbe provare solo felicità, non dovrebbe provare paura, colpa, tristezza e voglia di morire.
Eppure… io provavo costantemente questo.
Dovevo crescere con amore.
Volevo solo affetto e coccole in quella casa, volevo che qualcuno lottasse per me.

Gli anni passarono…e quella dolce bambina divenne una donna.


Una Donna piena di conseguenze di quel passato terribile, pieno di violenza, incuria, omissione e terrore.
In quegli anni, mi sono sentita inutile, sbagliata e non meritevole.
Ho allontanato tutti, non avevo amici e non avevo mai avuto nessuno perché non mi fidavo delle persone.

Ero terrorizzata dal contatto fisico, non parlavo quasi mai ed era terribilmente difficile stare accanto agli altri.

Mi sentivo terribilmente sola, ogni singolo giorno della mia vita mi sentivo sola.
Sapevo che se avessi mostrato le mie ferite a qualcuno, mi avrebbero distrutta.

Poi, le conseguenze peggiorano.
Iniziai con la bulimia, poi con la depressione  e infine con il Disturbo Post Traumatico da Stress associato ad Ansia.


Avevo solo due opzioni: lottare o arrendermi.

Ho scelto di combattere.
Per me, per la felicità che non mi era mai stata concessa e per l’amore che volevo dare a me stessa.

Inizia la terapia, vidi molti psicologi e psichiatri, ma la mia salvezza è stata finalmente trovare la terapeuta giusta e potermi fidare di qualcuno. Finalmente potevo raccontare ad un essere umano tutto ciò che mi era accaduto. Non dovevo più restare solo nella mia testa.


La terapia che mi aiutò tantissimo, si chiama EMDR, di cui vi parlerò prossimamente.

Ma la mia vera salvezza sapete qual è stata?

ME STESSA.

Perché mi sono guardata allo specchio ed ero così stanca di soffrire per quella vita, dovevo cambiare la mia situazione.

Non potevo cambiare il mio passato, ma potevo lavorare sul mio presente per crearmi un futuro straordinario.

Vi prego, non vi arrendete!

Lottate con tutte le vostre forze.

SIATE STRAORDINARI.

Phoebe Hopekings.

L’imperfezione è perfezione.

Nessuno di noi è perfetto e chi crede di esserlo è davvero un imbecille.

La vita è così caotica che è impossibile essere tali.

Da essere imperfetti possiamo aver commesso degli errori, alcuni piccoli altri imperdonabili, perché in un mondo così frenetico è impossibile non sbagliare.

Qualsiasi cosa proviate davanti a quell’errore, ciò che posso dirvi è che anche io ho provato il senso di colpa ed è un sentimento orribile. Non ti fa dormire, ti fa sentire sbagliato e non meritevole, ma vi posso assicurare che la soluzione non la troverete continuando a mortificarvi e ad odiarvi.

Cosa potete fare?

Imparare da quell’errore e far meglio la volta dopo (se potete riparare sarebbe ancora meglio, ma non sempre si può), ciò che dovete imparare è ACCETTARE che il passato non si può cambiare e dovete andare avanti e vivere cercando di essere la persona che vorreste avere accanto nei momenti più bui, ma anche nei momenti più felici.

Il mondo non ha bisogno di esseri perfetti ma di esseri che se pur imperfetti, cercano un modo di rimediare all’errore e trovare nello sbaglio un modo per far del bene a sé stesso e agli altri.

Recentemente mi è capitato di vedere una persona farsi uccidere dai propri demoni del passato e da fuori mostrare la maschera della perfezione, della cattiveria e della disumanità.

E’ stato terribile.

Perché quella persona piena di talento, è appassita cercando di distruggere le cose belle che aveva attorno pensando di sentire meno il vuoto che lo divorava dentro.

Ha cercato di distruggere ME, ma non ci è riuscito.

Perché io non ho più intenzione di farmi mangiare dal passato oscuro di altre persone.

Ricordatevi sempre… è una loro battaglia, non la vostra.

Potete provare ad aiutarli, ma sono loro che devono decidere di salvarsi.

Non fatevi spegnere la luce, la positività e la forza di sognare mai da nessuno.

Non fatevi travolgere dall’oscurità ma siate sempre la vostra luce, la vostra bussola e il vostro punto di riferimento.

Phoebe Hopekings

La salvezza è dentro di te

Sapete, quando l’ansia mi prendeva cercavo subito qualcosa su internet che potesse calmarmi.

Come se digitare i miei sintomi su un motore di ricerca, potesse in qualche modo alleviare il dolore.

Purtroppo, la realtà è ben lontana dal sollievo, perché ciò che si trova è solo il motivo per cui tu sei là a cercarlo.

Il risultato è un auto-diagnosi online in cui si è convinti di essere affetti da DOC, DPTS, Ansia, Depressione o semplice pazzia.

Io ero così, quando un disagio mi prendeva ero convinta che un “amico tecnologico” che mi ascoltasse senza giudicarmi potesse davvero aiutarmi, MA NON È COSI’.

Da ragazza ventenne che ha sofferto di Ansia associato al Disturbo Post Traumatico da Stress posso dirvi che non sempre cercare su internet aiuta, anzi, a volte scatta un meccanismo di “auto analisi” senza via d’uscita, in cui si perde solo la voglia di cercare chi davvero può aiutarci.

Ho lottato per più di 4 anni contro tutto questo.

Ne ho visti tanti di psicologi e non sempre ci si trova bene con il primo.

Ma credetemi che non appena lo avrete trovato sarà tutto diverso.

Ormai, facevo fatica ad elaborare da sola anche le cose più semplici.


La mia mente “ingoiava” qualsiasi momento negativo o positivo senza mai analizzarlo.

Mi sentivo forte e indistruttibile mentre in realtà stavo inconsapevolmente dando da mangiare alla mia ansia e ai miei futuri disturbi psicologici, che mi hanno presa con tutte le forze fino a quasi affogarmi. Fortunatamente, ho avuto la forza di reagire e di chiedere aiuto e oggi sono qui.

Sono una ragazza sognatrice, amo la vita, sono ambiziosa, sono generosa, simpatica, testarda e ho mille progetti.

Cazzo, amo la vita!
Perché ho imparato a cambiare il mio modo di reagire a ciò che mi accade. Ho perdonato me stessa e soprattutto mi voglio bene e mi rispetto.

Questo blog, è stato pensato come l’aiuto che avrei voluto ci fosse nei miei momenti più bui e terribili, avrei voluto leggere qualcuno che fosse riuscito a superare tutto, per darmi speranza nei momenti peggiori, volevo qualcuno che mi ispirasse coraggio quando davvero credevo che morire fosse la mia unica soluzione di pace.

In cui non vi invito a fare “auto training” e ad ascoltarvi canzoni rilassanti (anche se può aiutare momentaneamente), ma di farvi seguire da un terapeuta, chiedere aiuto a qualcuno senza vergognarvi… anche ad un amico, ad un famigliare o qualcuno di cui vi fidate.

Chiedete aiuto.

Io ho lottato con tutte le mie forze, forze che nemmeno credevo di avere, per uscire da quel maledetto vortice che pareva infinito ma a gran voce voglio urlarvi che possiamo farcela perché ad oggi sono uscita da quel tunnel infinito.

Il mondo è già così tanto crudele per essere egoisti, menefreghisti e avidi.

Tirate fuori il vostro talento che sia scrivere, dipingere, cantare, ballare, fotografare e buttatelo fuori per far emergere la parte positiva di voi.

Purtroppo si considera una persona “malata” solo quando ha una ferita evidente mentre fanno la stessa quantità di morti quelle ferite nascoste che si sono scoperte troppo tardi.

Io sono solo una ragazza ventenne che ha sofferto di DPTS, pensieri Intrusivi, ansia, bulimia e sofferenza infantile.

Non è colpa mia ma lo accetto.  

E ciò che voglio urlare con questo blog è : chiedete aiuto se quello che state passando è troppo difficile da gestire da soli.

Ci sono centri anche con prezzi ragionevoli oppure l’ASL che in alcuni casi può farlo gratuitamente.

Non siete soli. 

Siamo sopravvissuti di una guerra senza segni visibili ed evidenti ma con ferite che raramente rimarginano da sole o comunque in cui è molto doloroso e pericoloso guarire senza le giuste cure.  

I miglioramenti sono incredibili.

Sono una ragazza che fin da bambina non è stata amata, sono stata umiliata e maltrattata. Ho tentato il suicidio 3 volte. In una di queste aveva solo 8 anni.

Ora riesco ad amare la vita.

Pensavo fosse impossibile eppure sono qui che vi sto scrivendo, perché mi hanno dato dell’inutile per tutta la vita e ho deciso di dare tutto il mio utile per viaggiare assieme a me per amare la vita e amare noi stessi.  

AVANTI

ANCORA

ASSIEME.

Phoebe Hopekings.

Sopravvivenza

Una delle tante cose certe della vita è che il dolore ha sempre delle conseguenze.

Possiamo essere forti dopo un evento traumatico ma mai privo di sofferenza. Perché ciò che ci segna diventa cicatrice, ciò che ci ferisce fa di noi ciò che siamo.

A volte proviamo invidia per chi non ha trovato un percorso in salita, mentre noi con il “cuore in mano” non riusciamo mai a vedere una discesa o una semplice scorciatoia.

Ma vi dirò una cosa, la verità è che ognuno di noi affronta la sua battaglia, anche chi riteniamo fortunato perché tutti, anche chi ha vissuto in discesa, avrà i suoi demoni da combattere.

Le persone che hanno sofferto e nonostante tutto, continuano ad essere buone, gentili e piene d’amore, hanno una bellezza che va oltre a qualsiasi cosa. 

Sapete di cosa si tratta? 

Profondità d’animo, bellezza interiore e forza inesauribile.

Italo Svevo in una delle sue opere più celebri: “La coscienza di Zeno”, ci fa riflettere sul protagonista, in quanto “inetto”, egli si sentiva sbagliato.
Zeno andò in terapia dal dottor S. e riuscì a capire solo dopo diverse vicissitudini che non era lui sbagliato, ma la società in cui viveva.
Il malato in realtà riusciva a conoscersi più a fondo rispetto ad un uomo “normale”. 

“La salute non analizza sé stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualcosa di noi stessi.” 

Sono consapevole che molti di noi, avranno mille conseguenze dolorose dopo uno o più eventi traumatici.
Dalle dipendenze alla depressione, dall’ansia agli attacchi di panico, da disturbi psicologici più lievi a quelli più gravi.
Lo so, perché la lista di come il cervello reagisce al dolore è infinita, ma la bellezza vera sta nel fatto che noi siamo dei sopravvissuti e come tali, possiamo vivere pienamente la vita perché sappiamo quanto sia dura soffrire e sentirsi soli.                          

Siamo guerrieri che infinite volte hanno sentito la terra crollare sotto i piedi ma nonostante tutto siamo sopravvissuti ed è questo ciò che conta, non ciò che hanno o vivono gli altri.
Quel dolore possiamo trasformarlo in una forza interiore pazzesca, possiamo aiutare il mondo perché il potere del bene è il più forte in assoluto.

Qualsiasi cosa sia successa nella tua vita che ti porta a non voler dare una seconda possibilità a questo mondo, tu pensa di dover dare una possibilità a te stesso.

Qualsiasi sia il dolore, con il tempo si affievolirà, ma devi accettarlo.

La nostra ora probabilmente è già scritta, quindi non fare gesti folli, non arrenderti!

Dai tu un senso alla tua vita.

So quanto il dolore possa farti decidere di smettere di lottare e di mollare tutto, ma non devi darla vinta al male, ognuno di noi ha un talento. Trovalo e tira fuori tutta la grinta che hai dentro.

Ricordati, TU sei una sopravvissuta. 

Phoebe Hopekings

Ansia Vs Felicità

Quando l’ansia ti prende credi di non avere una via d’uscita.

Sembra una lotta infinita tra te e lei con un solo vincitore.

La prima volta che l’ansia mi ha colpita è stato terribile. Pensavo di impazzire o di morire.

Non riuscivo più a vedere ciò che di bello possedevo. Vedevo solo LEI.

Sentivo che quel disturbo, conseguente al Disturbo Post Traumatico da stress, mi stava uccidendo lentamente.

Ero diventata un fantasma, la mia mente non aveva più la forza di reagire.

Non ero più io a reagire, ma lei.

Mi lasciai travolgere in questo tunnel oscuro e infinito. Mi risucchiò come un’onda violentemente decide il destino degli ossi di seppia.

Io non ero più io.

Tutto attorno a me non era più valido. Tutto attorno a me non poteva capirmi. Nessuno poteva salvarmi.

Un giorno decisi di reagire, non potevo più farmi affogare, avevo bisogno di “aria” .

Tutti hanno diritto di “respirare” giusto? Perché io no?

Perché quel dolore passato mi aveva provocato queste conseguenze? Per quale maledetto motivo dopo essere sopravvissuta dovevo soffrire ancora?

Andai dalla psichiatra.

Ricordo ancora quel giorno ero convinta mi rinchiudesse, ero sicura di star impazzendo. Quando la vidi, continuavo a ripetere nella mia mente “tu non sei pazza, tu non sei pazza o forse sì. Sono pazza”.

Ero così spaventata, mi sedetti e la guardai dritto negli occhi senza dire una parola. Ad un certo punto iniziai a piangere come una bambina, raramente piangevo.

“La prego, mi dica che non sono pazza dottoressa! Non riesco a fermare tutti questi pensieri, non riesco ad avere il controllo della mia mente. La prego, mi aiuti!”

Iniziai a piangere a dirotto, non riuscivo a smettere o a controllare le mie lacrime. Sentivo che avevano bisogno inconsolabilmente di uscire davanti a qualcuno che potesse davvero aiutarmi. Ero disperatamente disperata.

Ricordo ancora il suo sguardo di comprensione e di dolcezza, il suo viso segnato dalle rughe mostrava tanta professionalità e tanta esperienza, ne aveva viste tante di persone nella sua carriera, ma lei aveva percepito dalla mia disperazione quanto fossi spaventata al solo pensiero di poter essere impazzita.

La dottoressa con semplicità mi guardò e mi chiese di dirle tutto ciò che mi passava per la testa. Qualsiasi cosa; olio, matita, pasta, asciugamano, foto, penna, pensieri, dolori.

Per la prima volta riuscì a sentirmi capita nel mio disordine mentale.

Dopo qualche minuto le dissi tutto ad un fiato la mia storia senza mai fermarmi.

Le raccontai tutto quello che avevo passato nella mia giovane vita.

La psichiatra mi spiegò che quando un bambino subisce per anni traumi violenti li assimila senza preconcetti, la sua mente si abitua ad “inghiottire” qualsiasi evento e i ricordi traumatici e dolorosi non vengono elaborati correttamente, tutto questo porta ad avere conseguenze nella mente una volta adulto.

Iniziai una terapia per la Sindrome Post Traumatico da Stress. Chiamata EMDR che mi salvò letteralmente la vita.

Questa terapia permette attraverso i movimenti oculari di elaborare ogni singolo trauma.

Durò più di un anno ma già dopo qualche mese ritornai a vivere.

Finalmente avevo ripreso a pensare senza interruzioni, senza intrusione e sorridevo.

Purtroppo venne interrotta dopo dodici mesi per “questioni burocratiche” e dopo 2 anni il disturbo si ripresentò sulla porta della mia mente, sull’uscio dei miei sogni e sullo zerbino della mia speranza.

“Sono tornata, non sei guarita completamente sai? Hai lasciato questo e questo. Non te lo ricordi?”

Come se tutto ciò che era all’interno della mia memoria, facesse parte di una lista della spesa; stavolta il vortice era differente, era forte e doloroso ma l’intensità era diversa.

Pensate a qualcosa che non vi piace, qualsiasi cosa.

Quella seconda volta era sempre lei, ma con consapevolezza perché sapevo benissimo ciò che stava bussando alla mia porta.

Conoscevo esattamente cosa volesse, ma ignoravo la sua permanenza nella mia vita. Persino la modalità era differente, mentre prima era scatenato da attacchi di panico ogni venti minuti seguito da flashback e pensieri intrusivi.

Stavolta era più subdolo.

Ansia, disagio, sensazione di blocco ed evitavo tutto ciò che potesse riportarmi ad un ricordo spiacevole e senso di colpa.

Provavo un senso di colpa esagerato per tutto ciò che avevo sbagliato nella mia vita e per ciò che gli altri avevano arrecato a me. E’ ridicolo ma provavo tutto questo.

Perché?

Come vi ho detto prima, quando siamo piccoli qualsiasi evento traumatico viene “ingoiato” dalla mente.

Tutto ciò che siamo oggi è dovuto soprattutto a ciò che ci è successo nell’infanzia.

Quando la nostra mente capisce di non essere più in pericolo, e sente di essere al sicuro, tendenzialmente si prenderanno tutte le conseguenze del passato.

Non sempre, ma spesso. Ma per chi è come me, sappiate che non siete deboli o fragili, ma siete dei sopravvissuti che hanno bisogno di qualcuno che vi aiuti ad elaborare tutto il caos che avete dentro. Per questo dovete aggrapparvi con tutte le forze a voi stessi.

Voi dovete imparare a vivere e non più a sopravvivere. Dovete credere con tutte le forze di poter essere felici!

Perché voglio vivere la mia vita come tutte le persone normali. Voglio vivere il mio presente e cambiare il mio futuro, nonostante il passato orribile.

So che fa così paura da farti venire voglia di arrenderti, so che ti sembra di camminare perennemente su un filo in costante equilibrio sapendo che prima o poi ti spingerà giù, ma tu puoi cambiare le cose.

TU PUOI CAMBIARE IL TUO DESTINO, TI PREGO NON ARRENDERTI. LOTTA!

Io ce l’ho fatta, non siete soli. Pensavo che non sarei mai riuscita a guarire e invece sono qui che vi sto scrivendo per dimostrarvi che per quanto ORA sia terribile, non sarà sempre così.

Non dovete lottare senza chiedere aiuto.

Sto scrivendo tutto questo per farvi capire che io vi capisco.

Questa è la mia missione di vita. Voglio potervi aiutare e voglio portare la mia esperienza come prova che possiamo farcela a superare anche le cose più terribili.


Noi possiamo essere straordinari, felici e realizzare i nostri sogni, nonostante tutto.

La scrittura è tutto ciò a cui mi sto aggrappando, nella speranza di lasciare qualcosa, e per farvi entrare nel mio mondo. Perché questo dolore forse mi ha portato a fare qualcosa di utile alla società e per farvi capire che dovete trovare la forza di chiedere aiuto perché se combatterete davvero un giorno tutto questo finirà, dovete solo aggrapparvi a voi stessi.

C’E’ SPERANZA DOVETE SOLO LOTTARE E CREDERCI.

Sono la prova vivente che si può uscire.

Phoebe Hopekings

Che cosa sognavi di fare da bambina?

” Che cosa vorresti diventare da grande? Vuoi essere un medico, un infermiere, un attore, un avvocato o magari vuoi fare l’astronauta? Quale aspirazione hai? Qual è il tuo sogno nel cassetto?”

A queste domande una bambina vorrebbe e potrebbe sognare qualsiasi cosa, l’amara verità è che purtroppo non tutti i bambini possono avere il lusso di fantasticare.

Per una piccola creatura in particolare, il suo unico sogno era poter uscire da quell’inferno.

Lei voleva solo vivere la sua infanzia, le sue coccole, sentirsi amata e voluta, crescere con la consapevolezza di valere qualcosa almeno per la propria famiglia.

Mi mancava costantemente l’affetto e non avevo idea di come crescere, finché non ho iniziato a sognare anche io, ma senza mai raggiungere i miei obiettivi.

Era un continuo fallimento, ogni volta che mi prefissavo un obiettivo anche minuscolo, era sempre la stessa storia.


Non riuscivo mai a dimostrare agli altri quanto valessi, perché diciamoci la verità, quando non hai nessuno che ti sprona durante il periodo più critico e fondamentale della tua vita, ovvero l’infanzia, è dura poter credere di poter fare qualcosa di straordinario nella vita.

La verità è che dovevo imparare a dimostrare qualcosa a me stessa e non agli altri, e finché continuavo a permettere alle persone attorno a me di farmi sentire di non valere nulla, di essere incapace e non meritevole, era impossibile farcela.

Quell’uomo riuscì ad inculcarmi in testa, tutto ciò che ad oggi fatico ad elaborare.
Lui era riuscito a farmi credere tutte quelle parole. Erano tatuate nella mia anima.

“Tu non vali nulla, tu sei uno sbaglio, tu non dovevi nascere”.

Credetemi… era impossibile non credere a quelle parole.

Sono cresciuta in un ambiente violento e senza amore, non sentendomi mai abbastanza, senza nessuno che credesse in me, sentendomi continuamente sbagliata e con una costante sensazione di ingiustizia attorno.
Non l’ho mai sentita come la mia famiglia, era come essere a casa di estranei.
Come se qualcuno mi avesse rapita e mi avesse obbligata a restare lì.

Ed oggi, ormai ventenne, quando mi chiedono: “Cosa vuoi diventare da grande?”

Tutto ciò che vorrei è essere normale.

VORREI ESSERE FELICE!

Niente attacchi di panico, nessun pensiero intrusivo, nessuna ansia e una prospettiva di futuro felice a cui fatico a credere, perché chi doveva crescermi e curare con amore ha fallito la sua missione, facendomi conoscere l’odio, la paura, la tristezza e la solitudine.

Una bambina non dovrebbe conoscere quei sentimenti.

Non dovrebbe aver paura di impazzire e di perdere il controllo.

Sentivo costantemente vuoto, paura e tristezza, come se non si potesse mai uscire da tutto quello schifo, ma la verità è che si può uscire da quell’inferno.

Ho lottato con tutte le mie forze per non permettere al mio passato di distruggermi.

Per potermi sentire non solo normale, ma anche straordinaria.

Anime spezzate dal dolore, voi siete speciali non diversi.

CHIEDETE AIUTO ad un terapeuta , ad un amico o a qualcuno di cui vi fidate se sentite che è troppo da gestire da soli, non sottovalutate mai ciò che un passato difficile può fare nella nostra anima, perché la mente si ricorda tutto, anche la parte che apparentemente è caduta nell’abisso dell’inconscio.

Pensavo di essere indistruttibile e invece sono crollata inesorabilmente, ma sapete una cosa? La vera forza è quella che provo ora grazie alla terapia adeguata per elaborare il mio passato (di cui vi parlerò in un altro articolo).

La voglia di riscatto, il desiderio di farcela per me stessa e per aiutare altre persone come me, per far uscire il mio talento, la mia forza e la mia grinta.

Essere qui per un motivo, voi siete qui per un motivo.

Sognate ora se non avete avuto la possibilità di farlo al tempo, realizzare i vostri sogni e credete VOI in voi stessi.

Siate guerrieri per raggiungere i vostri sogni.

Phoebe Hopekings.